✈️ ClaimFree — gratis, senza commissioni

Volo in ritardo o cancellato: quanto ti devono

Il Regolamento europeo 261/2004 ti dà fino a 600 €, e non c'entra il prezzo del biglietto. Le agenzie che fanno il reclamo al posto tuo si tengono il 35% — fino a 210 € su una sola pratica. Qui vedi se hai diritto e ti porti via la lettera già scritta: la mandi tu, e tieni tutto.

1. Il volo

La destinazione è quella finale del biglietto, non lo scalo: la distanza si misura fin lì.

Aeroporto di partenza

Destinazione finale

Compagnia aerea

2. Cosa è successo

Tre casi, regole diverse. Scegli il tuo.

3. Quanto ti devono

Scegli partenza, destinazione e compagnia per vedere il conto.

Come funziona il calcolo (senza giri di parole)

Cos'è certo, cosa dipende da un giudice e cosa questo tool non può sapere.

Gli importi non sono un'opinione: stanno nel testo. L'articolo 7 del Regolamento (CE) 261/2004 fissa 250 € fino a 1500 km, 400 € per le tratte intraeuropee sopra i 1500 km e per le altre tra 1500 e 3500 km, 600 € oltre i 3500 km fuori dall'Unione. La distanza è quella in linea d'aria tra partenza e destinazione finale, che qui calcolo con la formula dell'emisenoverso sulle coordinate reali dei due aeroporti. Il prezzo del biglietto non entra nel conto: chi ha pagato 29 € prende quanto chi ne ha pagati 900.

Quando si applica. Sempre se parti da un aeroporto dell'Unione, dello Spazio economico europeo o dalla Svizzera, con qualunque compagnia. Se invece parti da fuori e atterri qui, solo se la compagnia è europea: un Dubai–Roma con Emirates non è coperto, lo stesso volo con ITA sì. Per il Regno Unito dopo la Brexit vale una copia quasi identica della norma, con importi in sterline (220, 350 e 520 £).

Tre ore, non tre ore di partenza. Il Regolamento parla di cancellazione, ma la Corte di giustizia (sentenza Sturgeon, 2009) ha esteso la compensazione ai ritardi di almeno tre ore all'arrivo: conta l'ora in cui si apre il portellone a destinazione, non quella in cui sei decollato. Se sei partito con quattro ore di ritardo e ne hai recuperate due in volo, non spetta niente. È la ragione per cui vale la pena guardare l'orario vero di atterraggio prima di rinunciare.

Le «circostanze eccezionali» sono più strette di quanto ti dicono. L'articolo 5.3 esonera la compagnia solo per eventi fuori dal suo controllo, e l'onere della prova è suo, non tuo. Maltempo, sciopero dei controllori di volo, chiusure per sicurezza: di norma sì. Ma un guasto tecnico ordinario no — la Corte l'ha detto in Wallentin-Hermann (2008) e ribadito in van der Lans (2015): i guasti fanno parte del mestiere di far volare aerei. E lo sciopero del proprio personale non è eccezionale (Airhelp c. SAS, 2021). Se la risposta che hai ricevuto è «problemi operativi», non è una difesa: è una frase.

Cosa questo tool non sa. Non sa se il tuo aereo è davvero decollato in ritardo, non vede il tuo biglietto e non conosce la vera causa del disservizio: usa quello che scrivi tu. Il verdetto è una stima ben fondata, non una consulenza legale e nemmeno una promessa di pagamento. Se la compagnia contesta la causa, decide in ultima analisi un giudice. Due cose da sapere comunque: la richiesta si prescrive, e il termine cambia da Paese a Paese (in Italia si applicano due anni, in Germania tre, in Francia e Spagna cinque, nel Regno Unito sei); e se la compagnia non risponde o dice no, il passo successivo non è un'agenzia, è l'organismo nazionale — in Italia l'ENAC — o il giudice di pace, dove la causa la puoi fare da solo.

Perché è gratis. Perché è una tabella di distanze e qualche condizione: non c'è nessun lavoro che valga il 35% di 600 €. Le agenzie hanno un vantaggio vero solo quando la compagnia fa muro e bisogna andare in causa, ed è giusto che si facciano pagare per quello. Ma per una lettera e un bonifico, no. Se tra due mesi ti arriva il bonifico e ti va, offrimi un caffè: è tutto qui il modello di business.

Dati degli aeroporti e delle compagnie da OpenFlights (licenza ODbL), con le correzioni per le compagnie nate o cambiate di recente.